Articolo scritto per il blog "La voce che stecca", pubblicato in data 29 maggio 2018. Buona lettura Il voto sovrano ai tempi dell’€uropa dello spread e del pilota automatico (Per "La voce che stecca").
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sabato 7 luglio 2018
ELEZIONI ITALIANE E LEX MONETAE (per La voce che stecca).
E' stato pubblicato un mio nuovo articolo sul il blog "La voce che stecca", con cui collaboro. Elezioni italiane e lex monetae. Buona lettura!
mercoledì 17 febbraio 2016
UNIONI CIVILI - M5S - LA SCELTA DEI PORTAVOCE AL SENATO MI RAPPRESENTA IN TOTO.
Salve gentili lettori.
In questo breve articolo, vorrei rimarcare quello che è successo ieri al Senato, durante la discussione del DDL Cirinnà sulle Unioni Civili. Io sono un attivista del movimento 5 stelle, e mai come ieri sono stato fiero della scelta portata avanti dai miei portavoce. Argomenterò a sostegno di questa mia tesi, perché comprenderla, se lo si vuol fare, è davvero molto semplice. E' la base di una democrazia parlamentare.
Buona lettura.
Ciò che non si capisce, è che siamo in una democrazia parlamentare, dove i parlamentare sono rappresentanti del campione della cittadinanza italiana. Per approvare una legge, serve che il popolo sia a favore e preparato a quel determinato pensiero, perché manda in Parlamento qualcuno che rappresenti le sue istanze. In questo caso, la maggioranza sulle Unioni civili c'è! questo se c'è una legge elettorale che copi il più possibile la rappresentanza popolare all'interno dell'istituzione Parlamento. Ogni parlamentare, rappresenta un campione di 50 mila cittadini. Ad approvare le unioni civili, ci si arriva attraverso un dialogo parlamentare aperto, anche ai rappresentanti della cittadinanza italiana che si oppone a questo progetto, facendo sì che possano esprimersi in dissenso: loro sono in quell'assemblea in rappresentanza di cittadini, esattamente come lo siete voi.
E' democrazia, o ci siamo dimenticati il significato?

Quando un popolo è di per se pronto ad un cambiamento, esso arriva naturalmente, perché eleggeranno dei rappresentanti che siano in conformità con i cambiamenti che si vorranno ottenere all'interno della società.
Per ottenere un cambiamento, in una democrazia parlamentare, non si può utilizzare un metodo antidemocratico, punto.
Volete ottenere un risultato reprimendo il diritto di rappresentanza istituzionale del campione di cittadinanza italiana che la pensa diversamente rispetto a voi? Allora non siete democratici.
Il cambiamento avverrà, manca poco, perché i voti per far approvare il provvedimento ci sono! il movimento 5 stelle è arrivato addirittura a non presentare nessun emendamento, per non bloccare ulteriormente il dibattito su questo disegno di legge, su cui auspica fortemente che ci sia un esito positivo, e non era mai successo nella storia della Repubblica che un gruppo parlamentare non presentasse nessun emendamento.
Ma, se la maggioranza, nonostante la Lega Nord avesse rimosso già in partenza 4500 dei 5000 emendamenti presentati inizialmente, riducendo il dialogo a 500, un numero normalissimo, continua a voler agire attraverso strumenti di repressione delle minoranze parlamentari, come il maxiemendamento, allora bisogna dire no, in rispetto della forma di Stato che abbiamo, in rispetto delle minoranza che non possono essere rappresentante nel dibattito.
Tagliare la lingua alle opposizioni non è democratico. Anche se si parla di espressione di pensieri come quelli di Giovanardi, che non piace neppure a me, è ugualmente sbagliato, perché essendo un parlamentare della Repubblica rappresentativo di 50 mila cittadini italiani come noi, ha il diritto di portare la loro voce.
IL MAXIEMENDAMENTO
Che cos'è il cosiddetto CANGURO?
Il canguro è un maxiemendamento che distrugge il dialogo parlamentare, ammazzando quasi tutti gli emendamenti presentati delle opposizioni. E' dittatura. Che si sia d'accordo o meno con la legge, non si può votare a favore di questo metodo. Mi sono sentito rappresentato dai senatori del m5s, come nella stragrande maggioranza dei casi, perché io avrei fatto la stessa cosa. Questo metodo va a ripercorrere il metodo incostituzionale di legiferare perennemente attraverso le questioni di fiducia, al fine di superare il dialogo parlamentare.
Il risultato finale si otterrà, ma attraverso un dialogo parlamentare aperto alle opposizioni parlamentari di questo provvedimento specifico, non con sistemi totalitari che svuotano il significato di democrazia parlamentare.
Otterremo il risultato, e sarà ancora più bello averlo fatto dando a tutti la possibilità di dissentire.
" NON CONDIVIDO LA TUA IDEA, MA DAREI LA VITA PERCHE' TU LA POSSA ESPRIMERE ".
Vale sempre, anche in questo caso. Ed è proprio quando il risultato prodotto sarebbe andato bene al Movimento 5 stelle, che bisogna rimarcare i danni democratici che porta legiferare in questo modo.
Alla prossima.
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lunedì 16 febbraio 2015
RIFORME COSTITUZIONALI - IL CONTENUTO, IL COLLEGAMENTO ALL'ITALICUM, E L'ULTIMA SPERANZA CHIAMATA ARTICOLO 138...
Salve gentili lettori.
Un Parlamento eletto attraverso il Porcellum (dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale), sta modificando la Costituzione attraverso un disegno di legge costituzionale e, nonostante le proteste di tutte le opposizioni (che in segno di disgusto e protesta abbandonano l'aula ad oltranza), le votazioni continuano senza chiedersi se ci sia la legittimità reale.
In queste condizioni, la maggioranza che supporta il governo Renzi sta andando a mettere mano ad una carta costituzionale votata in modo pienamente legittimo ed approvata con una larghissima maggioranza (oltre l'88%).
Cos'altro dovrebbe accadere per farvi svegliare???
Credo che, dopo tutto quello che abbiamo dovuto subire seguendo le dirette delle sedute parlamentari che stanno portando a termine il primo passaggio bicamerale delle riforme costituzionali di Renzi, dovremo tutti aprire una riflessione e verificare cosa succederà all'assetto democratico della nostra Repubblica.
Stendiamo un velo pietoso sul fatto che queste riforme siano state votate alla Camera senza la presenza delle opposizioni (e questo dovrebbe far riflettere chi di dovere sui comportamenti tenuti dalla maggioranza). Andiamo oltre alle risse tra NCD vs Lega e SEL vs PD (che hanno dato la colpa al clima acceso creato dall'opposizione ferrea del m5s), superiamo anche l'affermazione di "Donna di strada" (e non è proprio questa l'affermazione) rivolta da un deputato PD alla deputata m5s Carla Ruocco.
In questo clima dobbiamo riflettere. Tuttavia, non basterà fermarci ad un'analisi attenta, ma dovremo andare oltre, impostando delle contromisure che da cittadini italiani amanti della democrazia nella propria nazione, potremo utilizzare da fuori per mettere le pezze alle grosse falle che si apriranno a breve.
In queste condizioni, la maggioranza che supporta il governo Renzi sta andando a mettere mano ad una carta costituzionale votata in modo pienamente legittimo ed approvata con una larghissima maggioranza (oltre l'88%).
Cos'altro dovrebbe accadere per farvi svegliare???
Credo che, dopo tutto quello che abbiamo dovuto subire seguendo le dirette delle sedute parlamentari che stanno portando a termine il primo passaggio bicamerale delle riforme costituzionali di Renzi, dovremo tutti aprire una riflessione e verificare cosa succederà all'assetto democratico della nostra Repubblica.
Stendiamo un velo pietoso sul fatto che queste riforme siano state votate alla Camera senza la presenza delle opposizioni (e questo dovrebbe far riflettere chi di dovere sui comportamenti tenuti dalla maggioranza). Andiamo oltre alle risse tra NCD vs Lega e SEL vs PD (che hanno dato la colpa al clima acceso creato dall'opposizione ferrea del m5s), superiamo anche l'affermazione di "Donna di strada" (e non è proprio questa l'affermazione) rivolta da un deputato PD alla deputata m5s Carla Ruocco.
In questo clima dobbiamo riflettere. Tuttavia, non basterà fermarci ad un'analisi attenta, ma dovremo andare oltre, impostando delle contromisure che da cittadini italiani amanti della democrazia nella propria nazione, potremo utilizzare da fuori per mettere le pezze alle grosse falle che si apriranno a breve.
Questo articolo servirà esclusivamente ad un'analisi personale, come sempre succede per un articolo d'un blogger, ma esso vuole porsi l'obiettivo di raggiungere anche il pensiero dei lettori. Ho bisogno di feedback attivi, interni ed esterni ad iscritti e votanti del MoVimento 5 stelle.
Tutte le opposizioni dovranno unirsi in una battaglia democratica contro questa riforma.
Io, chiaramente potrei avere un punto di vista completamente errato su queste riforme, quindi, al termine della lettura vi pregherei di dirmi la vostra, in un modo appropriato e propositivo, in modo da differenziarci da chi con le cravatte al collo, sta provando a far passare una riforma del genere.
Via auguro una buona lettura.
Vorrei partire con questo intervento del Sen. Carlo Martelli del m5s. Un grandissimo intervento.
Basterebbe già questo intervento per chiarire le motivazioni che ci portano a dover rigettare questa riforma, ma voglio andare molto oltre in quest'articolo.
Vorrei partire con questo intervento del Sen. Carlo Martelli del m5s. Un grandissimo intervento.
Basterebbe già questo intervento per chiarire le motivazioni che ci portano a dover rigettare questa riforma, ma voglio andare molto oltre in quest'articolo.
Lo so cari lettori, avrete sicuramente osservato la foto che ho inserito prima d'argomentare su questo tema. Non ho scelto questa foto a casaccio, ma l'ho fatto in modo molto oculato. E' un po' la sintesi della riforma costituzionale di Renzi, e con l'andar avanti della lettura, capirete il senso di questa foto all'interno del contesto che tratterò.
Cominciamo con l'obiettivo di porre un po' d'ordine in tutte queste maree di spot promozionali che hanno riempito i nostri cervelli rispetto alla tematica "RIFORME COSTITUZIONALI".
Cosa prevedono le riforme costituzionali del governo Renzi?
Sostanzialmente, le riforme che andranno a mutare la nostra carta costituzionale hanno due fini distinti ma collegati:
1) Un senso d'accentramento accentramento dei poteri all'esecutivo (il governo);
2) Un senso di svuotamento dei poteri del Parlamento nei suoi rapporti con l'esecutivo.
In definitiva, si passa dalla riforma del Parlamento, che muterà la sua forma attuale di sistema bicamerale perfetto, in un sistema apparentemente bicamerale imperfetto ma sostanzialmente monocamerale (sembra aramaico antico, ma vedrete che sarà semplice da comprendere).
La riforma costituzionale passa senza ombra di dubbio dall'Italicum, che sarà il pilastro che potrà realmente mettere in atto il sistema parlamentare che andrò ora ad illustrarvi.
Sostanzialmente, le riforme che andranno a mutare la nostra carta costituzionale hanno due fini distinti ma collegati:
1) Un senso d'accentramento accentramento dei poteri all'esecutivo (il governo);
2) Un senso di svuotamento dei poteri del Parlamento nei suoi rapporti con l'esecutivo.
In definitiva, si passa dalla riforma del Parlamento, che muterà la sua forma attuale di sistema bicamerale perfetto, in un sistema apparentemente bicamerale imperfetto ma sostanzialmente monocamerale (sembra aramaico antico, ma vedrete che sarà semplice da comprendere).
La riforma costituzionale passa senza ombra di dubbio dall'Italicum, che sarà il pilastro che potrà realmente mettere in atto il sistema parlamentare che andrò ora ad illustrarvi.
Partiamo dal superamento del bicameralismo perfetto.
Il bicameralismo perfetto riesce a creare una serie di tutele rispetto ai poteri dell'esecutivo. Il Senato della Repubblica, essendo votato in modo differente ed avendo proporzioni diverse rispetto alla Camera dei Deputati, garantisce una proporzionalità più equilibrata, che lungo il progredire della legislatura permetteva un livellamento, che spesso faceva cadere i governi per mancanza di maggioranza.
E' un sistema che fu fortemente voluto dai padri costituenti, perché per le dimensioni del Senato della Repubblica, raggiungere i 2/3 in seconda lettura in modo da modificare la Costituzione permanente, risulta piuttosto difficile, a meno che non ci sia una grandissima condivisione di tutti gli schieramenti politici rispetto a quella riforma (che dovrebbe essere sempre lo strumento ottimale per arrivare ad una riforma costituzionale).
Inoltre, il bicameralismo perfetto da la possibilità d'un maggior controllo, in quanto ciascuna Camera può apportare modifiche al testo provenienze dall'altro ramo del Parlamento, correggendo le eventuali mancanze provenienti dall'approvazione precedente.
Queste sono le motivazioni che mi portano a difendere il nostro sistema bicamerale perfetto.
Non cadrà l'impianto bicamerale nella forma ma, con l'approvazione della riforma costituzionale del governo Renzi, cadrà il bicameralismo nella sua sostanza.
Proviamo a confrontare l'impianto attuale, con l'impianto che verrebbe a crearsi nel momento in cui questa riforma dovesse andare totalmente in porto.
Il nostro impianto repubblicano prevede un Parlamento composto da due diverse Camere, aventi ambe due le stesse identiche funzioni e gli stessi identici poteri; dicesi bicameralismo perfetto.
Abbiamo la Camera dei deputati, eletta attraverso il voto di tutti i cittadini aventi diritto, a partire dai 18 anni in su. In questa Camera possono essere eletti cittadini aventi un'età non inferiore ai 25 anni. Essa è composta da 630 deputati.
L'altro ramo del Parlamento è il Senato della Repubblica, eletto da tutti i cittadini aventi diritto di voto a partire dai 25 anni in su. In questa Camera possono essere eletti cittadini aventi un'età non inferiore ai 40 anni. Essa è composta da 315 senatori, più i senatori a vita in carica.
Unendo i due rami del Parlamento, giungiamo ad un impianto parlamentare contenente un totale di 945 parlamentari, a cui si dovranno sommare i senatori a vita in carica.
Attraverso la riforma costituzionale del governo Renzi, il bicameralismo perfetto illustrato precedentemente verrebbe superato. Ecco i motivi.
Rimarrebbe un impianto bicamerale, ma i poteri delle due Camere non sarebbero i medesimi. Si passerà quindi, ad un sistema bicamerale imperfetto (solo apparentemente, purtroppo).
Il Senato della Repubblica precedentemente esposto muterebbe in un cosiddetto Senato delle autonomie, che non verrebbe eletto dai cittadini in quanto ad occuparlo ci sarebbero i componenti dei consigli Regionali e comunali. Insomma, 100% di nominati e nessun eletto popolare. I componenti di questo ramo del Parlamento, qualora passasse la riforma costituzionale, pur non ricevendo alcun compenso economico, verrebbero ad usufruire dell'immunità parlamentare (un ottimo salvacondotto specie per i componenti molti consiglieri regionali non proprio immuni a problematiche).
Rimarrebbe un impianto bicamerale, ma i poteri delle due Camere non sarebbero i medesimi. Si passerà quindi, ad un sistema bicamerale imperfetto (solo apparentemente, purtroppo).
Il Senato della Repubblica precedentemente esposto muterebbe in un cosiddetto Senato delle autonomie, che non verrebbe eletto dai cittadini in quanto ad occuparlo ci sarebbero i componenti dei consigli Regionali e comunali. Insomma, 100% di nominati e nessun eletto popolare. I componenti di questo ramo del Parlamento, qualora passasse la riforma costituzionale, pur non ricevendo alcun compenso economico, verrebbero ad usufruire dell'immunità parlamentare (un ottimo salvacondotto specie per i componenti molti consiglieri regionali non proprio immuni a problematiche).
Nella forma, avremmo un Senato delle autonomie svuotato dai poteri precedentemente posseduti dal Senato della Repubblica, che vedrebbe mutare le sue funzioni in semplici "consulenze" espresse per i componenti eletti alla Camera dei deputati, che nella sostanza non avrebbero però nessun peso specifico sul lavoro della Camera stessa.
L'unica funzione che rimarrebbe immutata sarebbe il peso sul voto espresso rispetto alle riforme costituzionali.
Ecco perché vi parlo di un sistema apparentemente bicamerale imperfetto, ma sostanzialmente monocamerale.
La riforma del bicameralismo perfetto non è un problema democratico, perché tantissimi altri sistemi democratici bicamerali non hanno con se il bicameralismo perfetto, in quanto attribuiscono ai due rami del Parlamento funzioni diversificate. Questa riforma sarebbe sensata, quella di Renzi non lo è.
E' un'affermazione forte, ma Renzi con questa riforma svuota il significato d'esistenza di una seconda Camera, pur mantenendone l'esistenza. Sarebbe stato sensato mutare la funzione del Senato, dividendo funzioni tra i due rami del Parlamento. Seguendo l'idea di Renzi, l'unica cosa sensata da fare sarebbe stata quella di abolire definitivamente il Senato, senza sostituirlo.
In questo modo invece, si sta andando a creare una seconda Camera inutile "del dopo lavoro", resa appetibile per l'attribuzione dell'immunità parlamentare ai suoi componenti.
E l'inutilità in cui vivrà il nuovo Senato delle autonomie peserà sulle spalle degli italiani, che prima avevano almeno l'auspicio che servisse a fare le leggi, mentre ora non avranno più neppure questa magra, ideologica visione. Il Senato nel suo lavoro costa, i viaggi dei consiglieri comunali e regionali andranno comunque rimborsati e per di più il risparmio non sarà di mezzo miliardo come detto dal governo per promuovere la riforma, ma sarà inferiore ai 43 milioni di Euro (pensate che solo con la rinuncia del Movimento 5 stelle lo Stato ne ha risparmiato 42).
Rimarrà in piedi tutta la macchina amministrativa,
Vale la pena perdere un Senato realmente attivo per meno di 43 milioni di Euro?
Ora, dopo aver perso il diritto di eleggere i nostri rappresentanti al Senato, passiamo alla Camera dei deputati.
La Camera dei deputati sarà, nella forma l'unica Camera che andrà a legiferare (fatta eccezione per le riforme costituzionali). Anche lei non verrà eletta dal popolo. Mi spiego meglio.
Se il Senato delle autonomie diverrà, al contrario dell'attuale Senato della Repubblica, una Camera totalmente di nominati; la Camera dei deputati non perderà la sua forma originaria e rimarrà immutata nella sua composizione, tuttavia, sarà in parte eletta solo in parte dal popolo, mentre per la maggior parte verrà nominata dai segretari di partito.
Italicum.
Ricolleghiamoci all'Italicum per comprendere il senso delle mie parole.
In questo articolo, totalmente dedicato all'Italicum, avevo approfondito il tema nello specifico http://simosamatzai1993.blogspot.it/2015/01/dittatura-nome-in-codice-italicum-ecco.html (leggetelo in caso abbiate voglia di approfondire nel dettaglio).
Secondo l'Italicum, se una lista dovesse arrivare al 40% dei consensi, avrebbe il 55% dei seggi, grazie ad un premio di maggioranza del 15%; mentre, se nessuna delle liste riuscisse a raggiungere il 40%, si andrebbe al ballottaggio tra le prime due liste per consensi popolari raggiunti, e la vincitrice del ballottaggio governerebbe con il 55% dei seggi.
Le liste saranno in parte bloccate, perché ci saranno i capilista di partito di ciascun collegio (100 collegi totali), che in caso il loro partito raggiungesse la soglia di sbarramento, entrerebbero alla Camera dei deputati. Vi rimando al link dell'articolo specifico per eventuali chiarimenti.
Nella forma avremo un Parlamento bicamerale imperfetto, con un ramo (senato delle autonomie), svuotato totalmente di ogni funzione e nominato al 100%, ed una Camera dei deputati nominata all'84% (100% in caso dei partiti non vincitori) ed eletta al 16%. Viva la democrazia!
Sulla base di tutto questo discorso, capite che la riforma costituzionale in gioco sarà una riforma atta a decentrare il potere popolare ancora più di quanto non lo abbiano fatto finora. E quello che inquieta è il fatto che assieme a questo primo tassello, vi è un forte accentramento dei poteri del governo, o meglio, del capo di governo, rispetto al Parlamento.
Il segretario di partito, candidato come probabile premier alle elezioni, potrà nominarsi i suoi capilista ed inserirli già in Parlamento, avrà una maggioranza bulgara del 55% e questo gli permetterà di controllare la Camera dei deputati, ormai divenuto l'unico organo parlamentare atto ad produrre leggi. I disobbedienti della legislatura non verrebbero più rieletti al giro successivo, ed in più, come se non bastasse, il premier potrà a quel punto eleggersi 2/3 della Corte Costituzionale ed 1/3 del Consiglio superiore della Magistratura.
Dittatura mascherata da Repubbica parlamentare apparentemente bicamerale imperfetta, ma sostanzialmente monocamerale (ecco il senso della foto della Camera dei deputati in apertura d'articolo).
Il 27 dicembre pubblicai il seguente articolo http://simosamatzai1993.blogspot.it/2014/12/riforme-costituzionali-vogliono.html, dove scrissi che c'era in progetto la modifica dell'articolo 78 della Costituzione, contenente le modalità deliberative sull'ingresso della nostra Repubblica in guerra. Ecco...ora è parte integrante della riforma costituzionale, e modificherà le modalità d'ingresso in guerra, in quanto servirà il solo benestare della Camera dei deputati.
Sveglia!!!!!
Abbiamo ancora una speranza di salvare la nostra Costituzione però.
Questa speranza la fornisce l'articolo 138 della nostra Costituzione, il cosiddetto lucchetto.
Lo ricorderete sicuramente perché il governo Letta provò a modificarlo per rendere le opposizioni inutili, ma il MoVimento 5 stelle nel 2013, con un'azione di protesta molto colorata, che culminò con l'occupazione del tetto di Montecitorio, riuscì a far slittare la riforma della Costituzione, e quindi a salvarla dato che successivamente la maggioranza che teneva in piedi il governo Letta si sciolse.
Articolo 138 della Costituzione.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tree mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a <<referendum>> popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a <<referendum>> non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a <<referendum>> se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi de suoi componenti.
Come sappiamo la riforma costituzionale di Renzi ha terminato il primo passaggio nelle due Camere. Ora ci attenderà una pausa di almeno 3 mesi, per poi ripassare sia per la Camera dei deputati e sia per il Senato della Repubblica.
In seconda lettura a Renzi serviranno i 2/3 d'entrambi i rami del Parlamento per riuscire a terminare il percorso di revisione costituzionale. Ed i 2/3, al momento non li ha, per questo si andrà molto probabilmente a referendum.
Dovremo prepararci, aldilà del nostro colore politico. Chiunque ami la propria patria, la propria Costituzione dovrà mettersi a disposizione d'essa attraverso banchetti informativi.
Io sono pronto ad informare in tutti i fine settimana se necessario. E voi?
Vi lascio con un intervento stupendo di Roberto Fico, perché non NON VOGLIAMO ARRENDERCI!
Ho bisogno del vostro parere concittadini. Siamo pronti a mobilitarci nel territorio (in modo aperto e pacifico) per spiegare le motivazioni che rendono questa riforma pericolosa per il nostro impianto democratico?
Aspettando delle vostre risposte, vi rimando al prossimo articolo!
Ecco perché vi parlo di un sistema apparentemente bicamerale imperfetto, ma sostanzialmente monocamerale.
La riforma del bicameralismo perfetto non è un problema democratico, perché tantissimi altri sistemi democratici bicamerali non hanno con se il bicameralismo perfetto, in quanto attribuiscono ai due rami del Parlamento funzioni diversificate. Questa riforma sarebbe sensata, quella di Renzi non lo è.
E' un'affermazione forte, ma Renzi con questa riforma svuota il significato d'esistenza di una seconda Camera, pur mantenendone l'esistenza. Sarebbe stato sensato mutare la funzione del Senato, dividendo funzioni tra i due rami del Parlamento. Seguendo l'idea di Renzi, l'unica cosa sensata da fare sarebbe stata quella di abolire definitivamente il Senato, senza sostituirlo.
In questo modo invece, si sta andando a creare una seconda Camera inutile "del dopo lavoro", resa appetibile per l'attribuzione dell'immunità parlamentare ai suoi componenti.
E l'inutilità in cui vivrà il nuovo Senato delle autonomie peserà sulle spalle degli italiani, che prima avevano almeno l'auspicio che servisse a fare le leggi, mentre ora non avranno più neppure questa magra, ideologica visione. Il Senato nel suo lavoro costa, i viaggi dei consiglieri comunali e regionali andranno comunque rimborsati e per di più il risparmio non sarà di mezzo miliardo come detto dal governo per promuovere la riforma, ma sarà inferiore ai 43 milioni di Euro (pensate che solo con la rinuncia del Movimento 5 stelle lo Stato ne ha risparmiato 42).
Rimarrà in piedi tutta la macchina amministrativa,
Vale la pena perdere un Senato realmente attivo per meno di 43 milioni di Euro?
Ora, dopo aver perso il diritto di eleggere i nostri rappresentanti al Senato, passiamo alla Camera dei deputati.
La Camera dei deputati sarà, nella forma l'unica Camera che andrà a legiferare (fatta eccezione per le riforme costituzionali). Anche lei non verrà eletta dal popolo. Mi spiego meglio.
Se il Senato delle autonomie diverrà, al contrario dell'attuale Senato della Repubblica, una Camera totalmente di nominati; la Camera dei deputati non perderà la sua forma originaria e rimarrà immutata nella sua composizione, tuttavia, sarà in parte eletta solo in parte dal popolo, mentre per la maggior parte verrà nominata dai segretari di partito.
Italicum.
Ricolleghiamoci all'Italicum per comprendere il senso delle mie parole.
In questo articolo, totalmente dedicato all'Italicum, avevo approfondito il tema nello specifico http://simosamatzai1993.blogspot.it/2015/01/dittatura-nome-in-codice-italicum-ecco.html (leggetelo in caso abbiate voglia di approfondire nel dettaglio).
Secondo l'Italicum, se una lista dovesse arrivare al 40% dei consensi, avrebbe il 55% dei seggi, grazie ad un premio di maggioranza del 15%; mentre, se nessuna delle liste riuscisse a raggiungere il 40%, si andrebbe al ballottaggio tra le prime due liste per consensi popolari raggiunti, e la vincitrice del ballottaggio governerebbe con il 55% dei seggi.
Le liste saranno in parte bloccate, perché ci saranno i capilista di partito di ciascun collegio (100 collegi totali), che in caso il loro partito raggiungesse la soglia di sbarramento, entrerebbero alla Camera dei deputati. Vi rimando al link dell'articolo specifico per eventuali chiarimenti.
Nella forma avremo un Parlamento bicamerale imperfetto, con un ramo (senato delle autonomie), svuotato totalmente di ogni funzione e nominato al 100%, ed una Camera dei deputati nominata all'84% (100% in caso dei partiti non vincitori) ed eletta al 16%. Viva la democrazia!
Sulla base di tutto questo discorso, capite che la riforma costituzionale in gioco sarà una riforma atta a decentrare il potere popolare ancora più di quanto non lo abbiano fatto finora. E quello che inquieta è il fatto che assieme a questo primo tassello, vi è un forte accentramento dei poteri del governo, o meglio, del capo di governo, rispetto al Parlamento.
Il segretario di partito, candidato come probabile premier alle elezioni, potrà nominarsi i suoi capilista ed inserirli già in Parlamento, avrà una maggioranza bulgara del 55% e questo gli permetterà di controllare la Camera dei deputati, ormai divenuto l'unico organo parlamentare atto ad produrre leggi. I disobbedienti della legislatura non verrebbero più rieletti al giro successivo, ed in più, come se non bastasse, il premier potrà a quel punto eleggersi 2/3 della Corte Costituzionale ed 1/3 del Consiglio superiore della Magistratura.
Dittatura mascherata da Repubbica parlamentare apparentemente bicamerale imperfetta, ma sostanzialmente monocamerale (ecco il senso della foto della Camera dei deputati in apertura d'articolo).
Il 27 dicembre pubblicai il seguente articolo http://simosamatzai1993.blogspot.it/2014/12/riforme-costituzionali-vogliono.html, dove scrissi che c'era in progetto la modifica dell'articolo 78 della Costituzione, contenente le modalità deliberative sull'ingresso della nostra Repubblica in guerra. Ecco...ora è parte integrante della riforma costituzionale, e modificherà le modalità d'ingresso in guerra, in quanto servirà il solo benestare della Camera dei deputati.
Sveglia!!!!!
Abbiamo ancora una speranza di salvare la nostra Costituzione però.
Questa speranza la fornisce l'articolo 138 della nostra Costituzione, il cosiddetto lucchetto.
Lo ricorderete sicuramente perché il governo Letta provò a modificarlo per rendere le opposizioni inutili, ma il MoVimento 5 stelle nel 2013, con un'azione di protesta molto colorata, che culminò con l'occupazione del tetto di Montecitorio, riuscì a far slittare la riforma della Costituzione, e quindi a salvarla dato che successivamente la maggioranza che teneva in piedi il governo Letta si sciolse.
Articolo 138 della Costituzione.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tree mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a <<referendum>> popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a <<referendum>> non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a <<referendum>> se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi de suoi componenti.
Come sappiamo la riforma costituzionale di Renzi ha terminato il primo passaggio nelle due Camere. Ora ci attenderà una pausa di almeno 3 mesi, per poi ripassare sia per la Camera dei deputati e sia per il Senato della Repubblica.
In seconda lettura a Renzi serviranno i 2/3 d'entrambi i rami del Parlamento per riuscire a terminare il percorso di revisione costituzionale. Ed i 2/3, al momento non li ha, per questo si andrà molto probabilmente a referendum.
Dovremo prepararci, aldilà del nostro colore politico. Chiunque ami la propria patria, la propria Costituzione dovrà mettersi a disposizione d'essa attraverso banchetti informativi.
Io sono pronto ad informare in tutti i fine settimana se necessario. E voi?
Vi lascio con un intervento stupendo di Roberto Fico, perché non NON VOGLIAMO ARRENDERCI!
Ho bisogno del vostro parere concittadini. Siamo pronti a mobilitarci nel territorio (in modo aperto e pacifico) per spiegare le motivazioni che rendono questa riforma pericolosa per il nostro impianto democratico?
Aspettando delle vostre risposte, vi rimando al prossimo articolo!
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martedì 11 marzo 2014
EMENDAMENTO M5S - PREMIO ASSICURATIVO R.C.A MINIMO PER CHI NON PORTA SINISTRI PER 5 ANNI?? PD, SC, NCD E LEGA NORD VOTANO NO!!
Sconti alla RC auto per gli automobilisti virtuosi che non hanno avuto incidenti negli ultimi 5 anni? PD, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica, Lega bocciano l'emendamento del Movimento 5 Stelle.
Nel corso della recente discussione del decreto "Destinazione Italia", il Movimento 5 Stelle tramite il portavoce al Senato Sergio Puglia ha proposto una tariffa-premio per gli assicurati che non hanno denunciato sinistri negli ultimi cinque anni. Agli automobilisti virtuosi sarebbe stata riconosciuta l'applicazione del premio più basso previsto sull'intero territorio nazionale.
La norma avrebbe eliminato una buona parte delle discriminazioni tariffarie in tema RC auto messe in atto dalle compagnie assicurative.
L'emendamento a 5 stelle che avrebbe fatto diventare legge questa scelta è stato bocciato, mentre è stato approvato il solito pannicello caldo di parole e non fatti...un ordine del giorno senza alcun valore pratico immediato.
Questo perchè un "ordine del giorno" non è una norma di legge, ma un semplice impegno e invito al Governo, senza scadenze, nè sanzioni nel caso non venga rispettato.
Con l'emendamento del Movimento 5 Stelle, invece si aveva la possibilità di far diventare immediatamente legge la tariffa-premio per assicurati virtuosi, riconoscendo loro l'applicazione del premio più basso previsto sull'intero territorio nazionale.
Alla prova dei fatti i parlamentari di Pd, Ncd, Lega, Scelta Civica non mostrano mai coraggio nell'affrontare le lobby e continuano a difendere banche e assicurazioni.
Questo l' elenco delle senatrici e dei senatori di Pd, Nuovo Centro Destra, Lega Nord, Scelta Civica, Forza Italia che hanno votato "no" all'emendamento del Movimento 5 Stelle.
Ora gli automobilisti virtuosi sanno chi "ringraziare":
ALBANO Donatella, PD, ALBERTINI Gabriele, PI, AMATI Silvana, PD, ANGIONI Ignazio, PD, ARRIGONI Paolo, LN-Aut, ASTORRE Bruno, PD ,AUGELLO Andrea, NCD, AZZOLLINI Antonio, NCD, BELLOT Raffaela, LN-Aut, BERGER Hans, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, BERTUZZI Maria Teresa, PD, BIANCO Amedeo, PD, BIANCONI Laura, NCD, BILARDI Giovanni, NCD, BORIOLI Daniele Gaetano, PD, BROGLIA Claudio, PD, BRUNO Donato FI-Pdl, BIANCONI Laura, NCD, BUEMI Enrico, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, CALEO Massimo, PD, CANDIANI Stefano, LN-Aut, CANTINI Laura, PD, CAPACCHIONE Rosaria, PD, CARDINALI Valeria, PD, CARIDI Antonio Stefano, NCD, CASSANO Massimo, NCD, CASSON Felice, PD, CENTINAIO Gian Marco, LN-Aut, CHIAVAROLI Federica, NCD, CHITI Vannino, PD, CIRINNA' Monica, PD, COCIANCICH Roberto, PD, COLLINA Stefano, PD, COLUCCI Francesco, NCD, COMAROLI Silvana Andreina, LN-Aut, COMPAGNA Luigi, NCD, COMPAGNONE Giuseppe, GAL, CONSIGLIO Nunziante, LN-Aut, CONTE Franco, NCD, CORSINI Paolo, PD, CROSIO Jonny, LN-Aut, CUCCA Giuseppe Luigi Salvatore, PD, CUOMO Vincenzo, PD, D'ADDA Erica, PD, D'ALI' Antonio, NCD, D'ONGHIA Angela, PI, DALLA TOR Mario, NCD, DALLA ZUANNA Gianpiero, SCpI, DAVICO Michelino, GAL, DE BIASI Emilia Grazia, PD, DE MONTE Isabella, PD, DEL BARBA Mauro, PD, DELLA VEDOVA Benedetto, SCpI, DI BIAGIO Aldo, PI, DI GIACOMO Ulisse, NCD, DI MAGGIO Salvatore Tito, PI, DIRINDIN Nerina, PD, DIVINA Sergio, LN-Aut, ESPOSITO Stefano, PD, FABBRI Camilla, PD, FATTORINI Emma, PD, FAVERO Nicoletta, PD, FEDELI Valeria, PD, FERRARA Elena, PD, FILIPPI Marco, PD, FILIPPIN Rosanna, PD, FINOCCHIARO Anna, PD, FISSORE Elena, PD, FORNARO Federico, PD, FRAVEZZI Vittorio, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, GATTI Maria Grazia, PD, GENTILE Antonio, NCD, GHEDINI Rita, PD, GIACOBBE Francesco, PD,GINETTI Nadia, PD, GIOVANARDI Carlo, NCD, GRANAIOLA Manuela, PD, GUERRIERI PALEOTTI Paolo, PD, ICHINO Pietro, SCpI, IDEM Josefa, PD, LANIECE Albert, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, LANZILLOTTA Linda, SCpI, LATORRE Nicola, PD, LEPRI Stefano, PD, LO GIUDICE Sergio, PD, LO MORO Doris, PD, LONGO Fausto Guilherme, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, LUCHERINI Carlo, PD, LUMIA Giuseppe, PD, MANASSERO Patrizia, PD, MANCONI Luigi, PD, MANCUSO Bruno, NCD, MARAN Alessandro, SCpI, MARCUCCI Andrea, PD, MARGIOTTA Salvatore, PD, MARINO Luigi, PI, MARINO Mauro Maria, PD, MARTINI Claudio, PD, MATTESINI Donella, PD, MATURANI Giuseppina, PD, MERLONI Maria Paola, PI, MICHELONI Claudio, PD, MIGLIAVACCA Maurizio, PD, MIRABELLI Franco, PD, MORGONI Mario, PD, MOSCARDELLI Claudio, PD,MUCCHETTI Massimo, PD, MUNERATO Emanuela, LN-Aut, NACCARATO Paolo, NCD, OLIVERO Andrea, PI, ORRU' Pamela Giacoma Giovanna, PD, PAGANO Pippo, NCD, PAGLIARI Giorgio, PD, PALERMO Francesco, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, PANIZZA Franco, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, PARENTE Annamaria, PD, PEGORER Carlo, PD, PEZZOPANE Stefania, PD, PIGNEDOLI Leana, PD, PIZZETTI Luciano, PD,PUGLISI Francesca, PD, PUPPATO Laura, PD, RANUCCI Raffaele, PD, RICCHIUTI Lucrezia, PD, ROMANO Lucio, PI, ROSSI Gianluca, PD, ROSSI Luciano, NCD, RUBBIA Carlo, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, RUSSO Francesco, PD, RUTA Roberto, PD, SANGALLI Gian Carlo, PD, SANTINI Giorgio, PD, SCAVONE Antonio Fabio Maria, GAL, SILVESTRO Annalisa, PD, SOLLO Pasquale, PD, SONEGO Lodovico, PD, SPILABOTTE Maria, PD, SPOSETTI Ugo, PD, STEFANI Erika, LN-Aut, STUCCHI Giacomo, LN-Aut, SUSTA Gianluca, SCpI, TOCCI Walter, PD, TOMASELLI Salvatore, PD, TONINI Giorgio, PD, TORRISI Salvatore, NCD, TREMONTI Giulio, GAL,TRONTI Mario, PD, VACCARI Stefano, PD, VALENTINI Daniela, PD, VATTUONE Vito, PD,VERDUCCI Francesco, PD, VICECONTE Guido, NCD, VOLPI Raffaele, LN-Aut, ZANDA Luigi, PD, ZANETTIN Pierantonio, FI-PDL, ZANONI Magda Angela, PD, ZAVOLI Sergio, PD, ZELLER Karl, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE. fonte: parlamentari M5S.
Alla prossima gentilissimi lettori....alle europee, #VINCIAMONOI!
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domenica 24 marzo 2013
GOVERNO : L'INEVITABILE INCIUCIO
Si parte da quota 123 anzi, per esser più precisi, da quota 122 (dato che Grasso è stato eletto presidente del Senato e non potrà votare).
E' questa la cifra dal quale parte, la coalizione di CENTRO - SINISTRA, alla ricerca di nuove reclute che portino ad ottenere la fiducia dal Parlamento.
Alla Camera dei Deputati non ci sono problemi, la coalizione guidata da Bersani può vantare una buona maggioranza sulle altre forze presenti composta, ad oggi, da 345 deputati.
Tuttavia, il problema si pone quando ci spostiamo ad analizzare la situazione del Senato della Repubblica.
Come detto in precedenza, la coalizione di Bersani può vantare un numero di senatori pari a 122 che, però, è largamente insufficiente per poter pensare di governare questo paese.
Infatti, la coalizione PD - SEL - CENTRO DEMOCRATICO dovrà riuscire a raggiungere la quota imprescindibile di 158 senatori.
Se la matematica non mi tradisce (non sono mai stato un genio con i numeri), mancano all'appello ben 36 voti per raggiungere la maggioranza (se pur risicatissima).
Ora, analizziamo le forze in gioco per vedere quali scenari si possono aprire nelle trattative.
E' probabilissimo che Bersani riesca a racimolare i primi 21 voti trovando un accordo, per nulla impossibile, con SCELTA CIVICA di Mario Monti.
A questo punto, il numero di senatori mancante, scenderebbe a 15.
Nel grande gioco delle parti, non mi stupirebbe un accordo tra Bersani e la Lega, basato sulla fiducia del Carroccio al Senato (ben 16 voti, che darebbero la maggioranza) e con l'appoggio, da parte di Bersani, alle tematiche leghiste (75% di imposte delle regioni settentrionali si fermerebbero al nord).
Se pensiamo al MoVimento 5 Stelle, mi sembra piuttosto chiara l'idea di rimanere fermi sulla propria posizione che, tra l'altro, è quella più volte affermata nello TSUNAMI TOUR : NO ALLA FIDUCIA.
Questo dimostrerebbe una linea finalmente coerente di un movimento politico, che fa quello che espone prima del voto.
Il vero qualunquismo qui mi sembra proprio quello della coalizione di CENTRO - SINISTRA che, durante la campagna elettorale non faceva altro che gettare fango sul MoVimento 5 Stelle, definendoli populisti, demagoghi e qualunquisti, per poi cercare ripetutamente una loro fiducia che, ne sono sicuro, non arriverà.
Ricordiamo che il MoVimento 5 Stelle è stato votato da più di 8 milioni di cittadini, al fine di entrare in parlamento, e mettere un pò di sale nella coda a questi vecchi della politica. Una fiducia andrebbe completamente contro queste prerogative.
Passando al PDL, mi sembra abbastanza marcata l'apertura di Berlusconi ad un governissimo PD - PDL, dal quale penso, non potrebbe comunque rimanere fuori Mario Monti.
Sono troppi gli interessi in gioco del PDL per non offrire i voti mancati; in questo modo si metterebbero da parte, vergognosamente, un mese di finti insulti, per poi ritornare tutti insieme appassionatamente. Inoltre pare che in Scelta Civica, la corrente vicina a Montezemolo (circa 20 senatori), non sia propensa ad appoggiare un governo senza PDL
Tutto è nelle mani della Lega Nord, se essa troverà un accordo con Bersani allora il grande inciucio non sarà più indispensabile ma, se al contrario questo non dovesse verificarsi, allora si aprirebbero due scenari differenti. Vediamoli.
Si potrebbe aprire un governissimo, che io chiamo IL GOVERNO DELLA GRANDE AMMUCCHIATA, ( PD - SEL - MONTIANI - PDL - LEGA - CENTRO DEMOCRATICO), con un'unica forza all'opposizione, il MOVIMENTO 5 STELLE, pronto a opporsi a provvedimenti insensati, ma anche a votare provvedimenti che si avvicinino al proprio programma.
Come secondo scenario, vedo un governo che si occupi della riforma della legge elettorale e, appena insediato il nuovo Presidente della Repubblica, uno scioglimento delle camere ed un immediato ritorno alle urne.
Staremo a vedere..........l'inciucio è servito!!
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