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mercoledì 9 aprile 2014

MA IL MOVIMENTO 5 STELLE AVEVA DIRITTO AI RIMBORSI ELETTORALI? SI! ORA VE LO DIMOSTRERO' CON I DOCUMENTI ALLA MANO!

Salve gentili lettori.

In questo articolo, vorrei parlarvi della classica storia, secondo la quale, il MoVimento 5 stelle, abbia montato la storiella etica del rifiuto dei rimborsi elettorali derivanti dalle elezioni politiche 2013, semplicemente per il fatto che, tanto, non ne avrebbe avuto diritto di riscossione.
I rimborsi, esclusivamente del m5s, sarebbero stati quantificati in 42 milioni 700 mila Euro.

Ancora oggi, purtroppo, mi ritrovo spesso a dover smontare le tesi diffamatorie di alcune persone che, risultando poco informate da un punto di vista legislativo, vanno a creare false idee nella popolazione. Queste false informazioni, diventano immediatamente false verità, in quanto pochissime persone, si prendono poi la briga di verificare personalmente la veridicità di una notizia.
Questa tesi risulta essere assolutamente falsa, e denota addirittura una sorta di lacuna in tale settore.
Oggi ho deciso di scrivere questo articolo, proprio per superare questo tema e metterci, finalmente, una pietra sopra.

Smontare questa tesi ignorante è facilissimo, e per farlo mi servirò dello strumento classico del Movimento 5 stelle: I DOCUMENTI.
Andando a spulciare sui documenti, troviamo la legge che regolamentava il diritto ad ottenere i rimborsi elettorali, vigente per le elezioni politiche del 25 febbraio 2013. L'articolo 3 ci parla delle due tipologie di finanziamento; l'articolo di tale decreto recita esattamente cosi:

I partiti e movimenti politici che intendono usufruire dei rimborsi per le spese elettorali e dei contributi a titolo di cofinanziamento dell’attività politica ne fanno richiesta, a pena di decadenza, al Presidente della Camera dei deputati o al Presidente del Senato della Repubblica, secondo le rispettive competenze, entro il trentesimo giorno successivo alla data di svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Parlamento europeo, dei  consigli regionali o delle province autonome di Trento e di Bolzano

La legge sopra indicata spiega molto semplicemente che i partiti o movimenti iscritti alle elezioni politiche, possono richiedere il pagamento dei rimborsi elettorali a loro spettanti, qualora presentassero la documentazione necessaria entro e non oltre il trentesimo giorno dallo svolgimento delle elezioni politiche.
La documentazione da presentare ai presidenti di Camera e Senato avrebbe avuto un limite temporale a scadenza del 28 marzo 2013, termine di decadenza di tale diritto.

Per verificare personalmente il testo legislativo che regolamentava l'accesso ai rimborsi elettorali per le elezioni politiche 2013, entrate su questo sito: www.normattiva.it e controllate le norme sul vecchio rimborso elettorale!!

Il documento, passato in Gazzetta Ufficiale, che attesta senza ombra di dubbio, che il M5s, ha avuto la facoltà di riscuotere la prima trance di pagamento è la seguente:


In questo documento, sono elencati tutti i partiti o movimenti, che hanno avuto la facoltà di riscuotere la prima parte dei rimborsi elettorali, derivanti dalle spese per la campagna elettorale pre politiche 2013. 
In base all'articolo 3 e 5 della legge 96 del 2012, il MoVimento 5 stelle, accompagnato da altri 4 movimenti, ha deciso di far decadere questa facoltà attribuitagli dalla legge.

Capisco che, in una politica genericamente marcia, accettare che ci sia qualcuno che risulta coerente con le proprie promesse è difficile, ma questa è la realtà.

Eh si, la COERENZA, quella che qualcuno si è dimenticato da qualche parte.

Dobbiamo ricordarci che, il finanziamento pubblico ai partiti, fu abolito da un referendum del 1993, dove oltre il 90% dei votanti, decise di abolirlo. Successivamente, nel 1994, il Parlamento li fece rientrare dalla finestra, sotto forma di " rimborsi elettorali ", rimborsando una quota di costo in base direttamente proporzionale ai voti presi alle elezioni in questione.

Spero che, dopo questa spiegazione dettagliata, accompagnata da documentazione ufficiale, passata attraverso la Gazzetta Ufficiale, la gente la smetta di attaccarsi a questi finti appigli e cerchi di verificare realmente l'operato del MoVimento 5 stelle in Parlamento!
Come fare? Semplice!
Basta entrare nel sito del Senato della Repubblica e leggersi i progetti di legge depositati dai parlamentari di tutte le forze politiche.
Il MoVimento 5 stelle, nell'arco di un anno e mezzo, ha già depositato oltre 235 progetti di legge, mandando a compimento la promessa di depositare le proposte di legge interne al programma della campagna elettorale, composto da 20 punti.
In totale, comprendendo in questo dato tutte le forze politiche parlamentari, sono stati depositati 295 progetti di legge; ben 235 sono del m5s!
Ci sarebbe il diritto che garantisce alle opposizioni il diritto di calendarizzare almeno 1 progetto di legge ogni 2 mesi, ma, purtroppo, spesso non succede.

Per leggersi tutti i progetti di legge depositati dal m5s, passate attraverso il sito http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/ , successivamente cliccate su INFORMATI ed aprite la finestra " Disegni di legge ", in questo modo si aprirà in automatico il sito del Senato della Repubblica, con i progetti di legge di tutti i parlamentari della Repubblica italiana, più gli atti del governo.

Alla prossima!


lunedì 7 aprile 2014

L'ENNESIMA BUGIA DI MATTEO RENZI A " PORTA A PORTA " SULLE PROPOSTE DI LEGGE DEL MOVIMENTO 5 STELLE - ECCOVI LE PROVE DOCUMENTATE

Salve gentili lettori!

Vi avevo rimandato alla prossima bugia del presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi, e rieccomi nuovamente qui, prontissimo per smascherare l'ennesima bugia di Fonzie.

Poche settimane fa il neo premier, tra una comparsa televisiva e l'altra, ha trovato il tempo di recarsi nel salotto televisivo di Bruno Vespa " Porta a Porta ".
Il suo obiettivo?
Non certamente quello di spiegare al popolo italiano l'operato assai vomitevole del suo fallimentare governo, quando mai!?!
No. Il suo obiettivo era quello di gettare fango sul Movimento 5 stelle, aiutato dal pubblico del talk show abilmente pilotato ad assecondare i suoi fini.
Ma entriamo più nel particolare.

Renzi, durante la puntata in questione, dichiarò che il movimento 5 stelle non era riuscito non solo ad ottenere alcuni obiettivi per la quale aveva ottenuto alle politiche 2013 un grande consenso, ma che neppure avesse provato a proporle in Parlamento attraverso gli strumenti a disposizione di senatori e onorevoli. FALSO!!
La dichiarazione di Renzi, sul fatto che il Movimento 5 stelle non avesse proposto ne l'abbassamento dello stipendio dei parlamentari e neppure l'abbassamento del numero dei parlamentari è falsissima. 
Ed ora ve lo dimostrerò, perchè noi del M5S, a differenza di Renzi, mostriamo le prove di ciò che affermiamo!

Le prove come sempre per il Movimento 5 Stelle stanno nei documenti!! nella fattispecie, una seduta al Senato della Repubblica, con oggetto la votazione di tali proposte!
Guardate tutto il video e poi valutate!


Verificato gentili lettori?
In tale seduta, si votò una mozione del M5S, con prima virma Sen. Vito Crimi, nella quale si chiedeva:

- referendum popolare di indirizzo, nel quale i cittadini siano chiamati ad esprimersi sull'opportunità di modificare ed in quale modo la forma di Governo e di Stato, previa una campagna di informazione di 6 mesi

- diritto di voto ai cittadini che abbiano compiuto, alla data dello svolgimento del referendum, sedici anni di età;
- riduzione del numero dei deputati e dei senatori;
- riduzione del numero dei consiglieri regionali;
- soppressione delle province
- l'introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum funzionale;
- l'eliminazione di ogni quorum funzionale per il referendum abrogativo;
- la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello -- pari a due -- che ogni cittadino può essere chiamato a ricoprire;
- l'incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva oltre che di coloro che ricoprono contemporaneamente altri incarichi elettivi; - l'incremento delle garanzie costituzionali a favore delle opposizioni parlamentari, anche con l'innalzamento del quorum necessario all'adozione ed alla modifica dei regolamenti parlamentari;
- con riferimento ai disegni di legge di iniziativa popolare, un termine perentorio entro cui il Parlamento abbia l'obbligo di esaminarle.

OTutti hanno avuto il coraggio di bocciare questa mozione M5S, tranne i nostri 50 senatori chiaramente.

Ora, per onor di cronaca vi mostro pure l'intervento di Renzi a " Porta a porta ", nella quale, come suo solito, ha sparato le falsità precedentemente smontate davanti all'opinione pubblica.



Verificato?

Ormai fare il blogger politico con un presidente del consiglio come Matteo Renzi è diventato addirittura divertente!!

Alla prossima bugia del renzino cari lettori!!

sabato 5 aprile 2014

RENZIE E LA BUGIA DELLA CHIUSURA DI AMBASCIATE ALL'ESTERO MAI STATE APERTE!

Salve lettori! 

Credevo che per oggi i miei articoli sul blog fossero arrivati a termine, ma con un presidente del consiglio come Matteino Renzie non diamoci più limiti!!

Leggendo sul sito de "IlGiornale" mi sono fatto altre due risate. Siete pronti a ridere? Eccovi accontentati!!

“Il comunicato di Palazzo Chigi dà conto della chiusura di 4 ambasciate, in linea con il decreto legge sulla spending review del governo Monti. Le sedi da chiudere vengono citate dalla nota ufficiale. E sono le ambasciate di Tegucigalpa (Honduras), Reykjavik (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana), Nouakchott (Mauritania). Piccolo particolare. In nessuna di esse oggi c’è un ambasciatore (in Honduras ed a Santo Domingo c’è un incaricato d’affari). Non solo. Reykjavik e Nouakchott non sono nemmeno mai state aperte“

Renzi quindi, per farsi bello davanti all'opinione pubblica, dichiara con una nota di palazzo Chigi, di aver chiuso delle ambasciate italiane all'estero all'interno del progetto spending rewiew! 
Peccato che queste ambasciate non fossero mai state aperte!!!
Un Renzie favoloso come sempre!! un comico d'hoc!! 

Alla prossima bugia del renzino!!!

QUELLO CHE NON SAPETE SUL FISCAL COMPACT! SPIEGAZIONE DI CARLO MARTELLI (M5S)

Salve gentili lettori.

In questo articolo vorrei condividere con voi una riflessione del cittadino a 5 stelle Carlo Martelli, deputato della Repubblica.
In questa riflessione, il cittadino Martelli, ci parla di tematiche riguardati le politiche europee, in particolare di Fiscal Compact!

Anche io non ci avevo mai fatto caso a questo aspetto del Fiscal Compact, perchè lo ignoravo del tutto.
Cosa sappiamo del Fiscal Compact?
Sappiamo che è un trattato europeo sottoscritto anche dal parlamento italiano, che ci impegnerà dal 2015 in poi, per vent'anni, a ridurre il nostro debito pubblico di 53 miliardi di Euro all'anno. L'obiettivo sarebbe quindi quello di arrivare, nel 2035, a scendere sotto il 60% di rapporto deficit/pil.

Ma ascoltando la riflessione di Carlo Martelli mi si è aperto un aspetto che ignorantemente non avevo considerato, pur conoscendo le problematiche inerenti al debito pubblico italiano!
Il debito pubblico italiano cresce annualmente di circa 100 miliardi l'anno, e dobbiamo considerare anche gli 80 miliardi a crescere, di interessi sul debito pubblico che paghiamo annualmente.
Questo cosa significa?

Semplice! significa che noi, a partire dal 2015, per poter riuscire a ridurre il nostro debito pubblico di 53 miliardi l'anno, dovremmo trovare una somma pari a 150 - 160 miliardi.
In questo modo non si produrrebbe deficit annuale che, quindi, non andrebbe poi a sommarsi al debito pubblico complessivo, ed in più si ridurrebbe esso di 53 miliardi.
Capite che tutto questo risulta impossibile!
I governi che si stanno succedendo faticano a trovare risorse per impegni irrisori ( se confrontati al Fiscal compact ), come trovare le risorse per coprire un mancato gettito derivante della seconda rata dell'IMU oppure trovare 10 miliardi per dare gli 80 Euro tanto promessi da Regalino Renzie!
Tutto questo non sta in piedi!

Con le privatizzazioni selvagge, la vendita di tutti gli asset, del patrimonio statale, si terrebbe per 1 anno, ma poi si andrebbe a privatizzare l'istruzione, la sanità e tutti i servizi principali. Insomma, si perderebbe il tanto amato Stato sociale e non avrebbe quindi più senso pagare le imposte!

Pensateci anche voi....come si farà a trovare 3200 miliardi di Euro in 20 anni senza intaccare i diritti di un popolo?

Vi lascio con il video della riflessione di Carlo Martelli!


                                                                                                                     Alla prossima!

ECCO QUANTO NE CAPISCE NARDELLA (PD) DI ECONOMIA - SUPERCAZZOLA SULL'EURO!

Salve gentili lettori!

Ieri, mentre giravo su youtube in cerca di informazioni politiche, mi sono imbattuto in un video alquanto comico, con protagonista assoluto il renziano del PD Nardella!!
L'argomento protagonista del dibattito in uno studio televisivo, tra Nardella (PD) e Salvini ( Lega Nord ) era il confronto Euro - Lira.
Nardella, braccio destro di Renzi, con il suo intervento ha dimostrato ( se ancora ci fosse stato il bisogno ) di non capire assolutamente nulla di economia.

Il suo esempio, a sostegno del mantenimento della moneta unica è stato grossomodo il seguente:

" La moneta unica, l'Euro, essendo una moneta "forte", da grossi vantaggi ai fini dell'afflusso turistico e, quindi, sarebbe stupido privarsi di tali vantaggi ".

Tale riflessione risulta essere clamorosamente errata da un punto di vista macroeconomico.
Più una moneta risulta essere forte e più riuscire a vendere i propri servizi all'estero (compreso il turismo), risulterà essere difficoltoso. 
Il motivo è semplice! 
Nel momento in cui un turista straniero, avente nello Stato di provenienza una moneta più debole dell'Euro ( ovvero la maggior parte delle monete statali, fatta eccezione per la Sterlina), dovesse decidere di venire a visitare l'Italia, si ritroverebbe a dover cambiare la moneta del proprio Stato, con quella utilizzata nello Stato italiano. Più la moneta italiana risulterà essere più forte della moneta utilizzata nello Stato di provenienza del turista e meno potere d'acquisto il turista scoprirà di avere nel momento in cui avverrà la conversione della valuta.

Semplice no?

L'Italia, con la Lira, possedeva un fortissimo vantaggio dal punto di vista dell'export ( compreso quindi il turismo ). Avendo nel nostro Stato una moneta "debole", qualsiasi cittadino straniero avesse deciso di venire a visitare l'Italia, al momento della conversione tra la moneta del suo Stato e la nostra Lira, avrebbe ottenuto un potere di acquisto maggiore, perchè con un'unità della sua moneta avrebbe ottenuto più Lire!!
Nel dibattito aveva giustamente ragione il leghista Salvini ( ed io non avrei mai creduto di potermi trovare d'accordo con un leghista! ma questa volta aveva chiaramente ragione! ) 
Capito Nardella???

Ora vi lascio con il video della " SUPERCAZZOLA" del renziano...




Alla prossima SUPERCAZZOLA renziana gentili lettori!

domenica 16 marzo 2014

L'ENNESIMA FURBATA DEI PARTITI - LA SANATORIA PER LE DONAZIONI IRREGOLARI

Salve gentili lettori!

Oggi vorrei soffermarmi su una notizia che ormai, conoscendo i partiti italiani, non vi sorprenderà affatto.
Udite udite...i partiti si regalano una sanatoria per le donazioni irregolari.
La norma, finora rimasta in ombra, è stata inserita nella legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti politici. 


Con un emendamento proposto dai leghisti Roberto Calderoli e Patrizia Bisinella viene stabilito che le erogazioni in denaro effettuate a favore dei partiti politici a partire dal 2007 ''devono comunque considerarsi detraibili'' dall'Irpef. 

Una norma che a una lettura disattenta può sembrare di semplice riaffermazione del principio di garantire comunque la detraibilità per il passato delle donazioni effettuate dal momento che dal 2014 entra in vigore il nuovo regime che modifica profondamente la precedente normativa. In realtà invece la nuova dizione proposta dai due leghisti e votata dalla maggioranza del Parlamento, introdotta nel decreto legge 149 all'articolo 11 comma 4 bis, apporta una significativa modifica alla dizione precedentemente in vigore sulle erogazioni. Nel passato infatti, prima del 2013 era prevista una detrazione del 19% per le ''erogazioni liberali'' in denaro in favore dei partiti per importi compresi entro un certo tetto. Norma poi cambiata nel 2012 portando la detrazione al 24% per l'anno 2013 e al 26% a decorrere dal 2014, lasciando ferma la dizione ''erogazioni liberali''. 

La 'furbata' sta proprio nell'eliminazione della parola 'liberali' dopo quella 'erogazioni', accompagnata, per evitare ogni dubbio, dall'inserimento dell'avverbio 'comunque' riferito a 'detraibili dall'Irpef'. Un vero capolavoro di tecnica normativa, quello messo in atto dal leghistaCalderoli, peraltro già noto per aver ideato il 'Porcellum' in gran parte abolito dalla Consulta. E comunque la norma è rimasta finora sotto traccia perchè pochi erano a conoscenza delle vere ragioni che hanno spinti i senatori leghisti a proporre la sanatoria preventiva. Secondo quanto risulta all'Adnkronos, nel corso di una indagine penale condotta dalla procura di Forlì gli inquirenti sarebbero incappati in alcuni contratti che legavano parlamentari della Lega al proprio partito nei quali era concordata l'erogazione 'liberale' di una parte dell'indennità percepita dopo l'elezione al Parlamento. La procura a questo punto, ha trasmesso un'informativa all'Agenzia delle Entrate per verificare se la presenza del contratto faceva venir meno la possibilità di detrarre le somme donate al partito in maniera 'poco liberale' come invece prevedeva la legge. 

Gli uffici del fisco dopo aver approfondito la questione hanno ritenuto che la presenza di un contratto scritto faceva venir meno la possibilità di portare in detrazione le somme date al partito. E sono quindi partite le contestazioni per indebito utilizzo della detrazione per oneri prevista solo nel caso di donazioni liberali. Considerato il periodo, le somme in gioco, le sanzioni per i parlamentari coinvolti sarebbe scattata un consistente accertamento. Ma il lesto Calderoli e la collega Bisinella venuti a conoscenza del pericolo che incombeva sui colleghi hanno anticipato tutti facendo approvare un condono preventivo che sana tutti i comportamenti illegittimi per il periodo 2007-2013, cioè le annualità già accertate e quelle non ancora prescritte. 

sabato 15 marzo 2014

VIATICO VERSO LE EUROPEE - CHIARIMENTI SULLE TEMATICHE COMUNITARIE

Salve gentili lettori.

Ormai, si comincia a sentire nell'aria, l'inizio della bagarre elettorale che porterà, tra il 22 ed il 25 maggio, alle elezioni europee. La manovra di Renzie di incrementare le buste paga con 80 euro netti al mese dal 27 maggio puzza tanto di voto di scambio e, se andassimo ad analizzare le coperture, andremmo a scoprire che esse non esistono! i 3 miliardi di euro citati da Renzi derivanti dalla spending review di Cottarelli per il 2014, sono già stati impegnati a copertura di un altro decreto e, conseguentemente, non potranno essere impegnati per la misura renziano. 
Infatti, se andassimo a controllare nel particolare, quelle di Renzi sono esclusivamente un insieme di spot elettorali, senza nessun disegno di legge o decreto legge depositato. Insomma, è stato approvato nel cdm esclusivamente una relazione dello stesso Renzi, tuttavia, il ministro dell'economia, dopo essersi accorto della mancanza di fondi, ha bloccato tutto e lo stesso Renzi dovrà passare dal permesso dell'UE in modo tale da poter sforare il tetto del 2,6% di deficit per arrivare al 3% che significherebbe un insieme di altre risorse pari a 6,5 miliardi di euro. Questo deficit andrebbe a sommarsi al debito pubblico accumulato in questi anni e smentirebbe le promesse di Renzi di ridurlo gradualmente fino al 2018. Il permesso dell'UE però non arriverà e Renzi, alla prova dei fatti, non troverà le risorse per l'aumento delle buste paga che si aggira sui 10 miliardi di euro. Le uniche risorse reali sbandierate da Renzi derivano da fondi già sbloccati dal precedente governo Letta e che ora Renzi sta facendo proprie, prendendosi meriti non suoi.
Il chiaro voto di scambio proposto da Renzi sa di clamoroso, ma le elezioni europee andranno in una maniera molto differente rispetto alle aspettative del neo premier. 

Vorrei dedicare questo articolo ad un insieme di riflessioni sulle tematiche europee che ci accompagneranno fino al voto di fine maggio: EURO, FISCAL COMPACT e MES.

Partiamo dall'Euro, perchè esso è il nostro problema maggiore. Questa moneta non viene stampata privatamente dalle nazioni aderenti ma dall'UE (come molti cittadini credono) ma dall'UE che, dopo averla coniata, la gira alle banche internazionali private che la prestano agli Stati aderenti al sistema monetario con un aggravio di interessi direttamente proporzionale con il debito pubblico dello Stato in questione.
Un'altra questione fondamentale è il cambio Euro - Lira - Marco, andiamo a verificarlo:
1000 Lire = 990 Marchi; 1 Euro = 1 Marco; 1 Euro = 1936,27 Lire. 
La fregatura per noi italiani è davvero clamorosa, e si attesta, grosso modo, sul doppio valore di cambio tra Marco tedesco e Lira rispetto all'Euro. Avere una moneta cosi forte rispetto alla nostra Lira fa si che, l'Italia, risulti poco competitiva sulle esportazioni e molto competitiva sulle importazioni, insomma conviene comprare dalla Germania più che produrre internamente, ma questo crea meno domanda interna, disoccupazione e chiusura di imprese, con la conseguente crisi odierna!
Cosa ancora più triste è il fatto che nessuno abbia chiesto al popolo italiano del lontano 1997 un parere attraverso un referendum. Il m5s, vuole, attraverso un referendum chiedere il parere al popolo ed, in base alla risposta popolare, decidere che strada prendere. Prendere una decisione d'imperio andrebbe contro i nostri principi democratici e sarebbe in contraddizione con le critiche fatte a Prodi rispetto all'entrata nel sistema.

Passiamo al FISCAL COMPACT. Esso è un patto di bilancio sottoscritto da 25 dei 27 paesi aderenti all'UE, entrato in vigore il 1° gennaio 2013. Dal 2015, l'Italia dovrà ridurre la spesa pubblica e quindi i servizi di ben 53 miliardi di Euro all'anno per ben 20 anni, al fine di riportare il rapporto deficit/pil sul tetto massimo del 60%. Fare tagli per 53 miliardi di Euro all'anno significa tagliare lo Stato sociale e dover privatizzare tutti i servizi principali. Il movimento 5 stelle, al contrario degli altri partiti, si pone l'obiettivo di andare a ridiscutere questo accordo, al fine di svincolarsi da tali impegni e, qualora risultasse negativa la risposta dell'UE, si andrebbe valuterebbe un'eventuale uscita dal sistema, perchè ricordatevelo l'UE, senza una forza come l'Italia, imploderebbe, cosi come imploderebbe l'Euro. Questo accordo è stato preso non dai cittadini italiani ma, al contrario, dal PD e dal PDL.

                                                          FAVOREVOLI             CONTRARI               ASTENUTI
PARTITO DEMOCRATICO                     273                                 0                                2 
POPOLO DELLA LIBERTA'                    195                                 7                               47

Credo che non debba aggiungere nulla dopo questa tabella. Essa va ad illustrare la votazione, tra Camera e Senato, che ha portato all'approvazione del FISCAL COMPACT. Ora questi partiti faranno si dimenticheranno di questa votazione, andando a sputare sul piatto dove hanno mangiato, ribadendosi contrari a questi vincoli, ma sono loro che ci hanno portato dentro questo schifo. Cittadini, come si fa a dare nuovamente fiducia a questi partiti?

Ultimo aspetto, il MES ( MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA'). Esso è un accordo, nato tra i paesi dell'UE, al fine di istituire un fondo di salvataggio per i paesi in forte crisi economica e bisognosi di fondi comunitari per risollevare la propria posizione. Visto cosi il MES risulta essere qualcosa di intelligente ma, tuttavia, vi sono vari aspetti di questo accordo da analizzare. 
- Primo aspetto. Per poter far uso di questi fondi, il paese europeo in crisi, è costretto a  farsi dettare le linee di risanamento economico dal FMI e dall'UE, a colpi di austerità, con conseguente perdita di sovranità. 
- Secondo aspetto. Questo fondo non risulta essere a disposizione esclusiva degli Stati, ma può essere utilizzato anche da banche private al fine di risanare i debiti contratti.
- Terzo aspetto. L'Italia risulta essere il terzo finanziatore del MES con 125 miliardi di Euro da versare in 5 rate in 5 anni, tuttavia, tra i paesi mediterranei in crisi, risulta essere l'unico a non aver fatto uso di tale fondo per risanare la propria posizione, al contrario della Grecia, della Spagna, di Cipro e del Portogallo. Come se non bastasse, gli Stati aderenti, qualora vi fosse bisogno, sarebbero costretti ad aumentare il loro esborso all'interno del fondo. Verifichiamo chi ha costretto i cittadini italiani a questa tortura.

                                                         FAVOREVOLI            CONTRARI             ASTENUTI
PARTITO DEMOCRATICO                252                                   1                                0
POPOLO DELLA LIBERTA'              167                                    5                               23

Spero di avervi chiarito la situazione con questi DATI.

Vi lascio con le proposte del M5S per le elezioni europee. 
I punti principali, non trattati precedentemente sono:

1 - adozione eurobond, al fine di fideilizzare i debiti pubblici dei paesi aderenti all'UE. Una proposta provocatoria verso la Germania, che qualora non dovesse accettare, dovrebbe prendersi la responsabilità di un'Italia fuori dall'Euro, pronta a farle concorrenza sui mercati internazionali grazie alla svalutazione della nuova Lira ed una ritrovata competitività sulle esportazioni, che toglierebbe fette di mercato proprio alla Germania;

2 - abolizione del pareggio di bilancio, che strozza la nostra economia riducendo i margini di manovra. Questo ragionamento calzerebbe nel momento in cui l'Italia uscisse dall'Euro e impostasse un'economia di tipo espansivo con incremento della domanda esterna con maggiori esportazioni. Proprio come il Giappone.


A riveder le stelle e ricordate......alle europee.....#VINCIAMONOI!

martedì 11 marzo 2014

L'ENNESIMA PAGLIACCIATA DI RENZIE: SALTA DI TAGLIO DI 10 MILIARDI AL CUNEO FISCALE

Salve gentilissimi lettori.

Ormai, se avete letto nell'ultimo periodo il mio blog, saprete cosa penso del neo premier Matteo Renzi. Per me è semplicemente un buon parolaio ma che, alla prova dei fatti, vende esclusivamente fumo.
Lo dissi precedentemente nell'articolo che precedette l'insediamento del suo governo. 

Oggi, puntualmente, dopo tanto fumo venduto nelle interviste in tv, ultima quella a " Che tempo che fa " da Fabio Fazio, Renzi si è accorto che, il tanto sponsorizzato taglio di 10 miliardi al cuneo fiscale risulta essere impossibile. Il motivo è molto semplice: l'Europa non da il permesso di fare questa operazione.
Ma andiamo più nello specifico dell'ennesima gaffe del renzino.

Ecco cosa dichiarò Renzie domenica sera, durante il suo libero monologo a " Che tempo che fa " di Fabio Fazio: «Mercoledì per la prima volta si abbassano le tasse. Non ci crede nessuno? Lo vediamo».
La solita bugia del renzino purtroppo per gli italiani che ci avevano creduto.

Cos'è successo oggi?
Semplice! Renzi, che già ieri non aveva fatto nessuna dichiarazione pubblica, si è accorto che l'operazione di taglio IRAP ed IRPEF non potrà essere portato a termine. Il motivo è molto molto semplice.
Il governo ha << scoperto >> che c'è il FISCAL COMPACT e deve rispettare il pareggio di bilancio, per mostrarsi economicamente pronti al 2015, anno in cui partirà il trattato europeo sopra citato.
Per sforare questi vincoli di bilancio, il governo Renzi, dovrà passare attraverso l'autorizzazione delle camere e, successivamente, attraverso il via libera dell'Unione Europea.

Vi dico già, in questo momento, che il via libera da parte del Parlamento arriverà, attraverso una questione di fiducia posta dal governo Renzi, in modo tale che, le due camere si sentano ricattate. O votate a favore o salta tutto l'impianto di governo!

Più complicato sarà ottenere il via libera dall'Unione Europea! secondo me, questo permesso non arriverà mai! il motivo è semplice! La scorsa settimana, durante un incontro a Bruxelles tra i leader dei governi dei vari paesi aderenti all'UE, Renzi ha spiegato con quali fondi avrebbe voluto coprire questi tagli al cuneo fiscale, salvo vedersi sbattere in faccia un perentorio NO da parte di Rehn!

Il motivo? 

Renzi voleva coprire questi ammanchi con finanziamenti europei da utilizzare in investimenti, insomma voleva utilizzare fondi strutturali per coprire questioni non strutturali...la risposta europea è stata assolutamente negativa.
Secondo voi il renzino riuscirà ad ottenere, dopo questo perentorio no, una deroga?? Non ci riuscirà!

Il rinvio è stato posto sul termine di 3 settimane....ci risentiremo a tale data e vedremo chi avrà avuto ragione!
La cosa negativa è che questo premier illude la povera gente, che resterà un'altra volta fregata. Mi dispiace italiani.

Alla prossima gentili lettori, l'informazione è la base per non farsi fregare! informatevi e verificate....